Pistacchio di Bronte

Il pistacchio di Bronte rappresenta circa lo 0,25% della quantità prodotta nel mondo. L’80% di questa percentuale viene esportato, dunque soltanto il 20% di questa percentuale viene consumato in Italia.

Alle pendici occidentali del maestoso monte Etna sorge una cittadina di circa 18.000 anime: Bronte il paese del pistacchio più rinomato al mondo, tanto da essere definito “Oro Verde”.

La pianta pare essere originaria della Persia e fu portata in Sicilia dagli arabi, in virtù di questo la pianta, fatusca da fustuq in arabo, ne conserva l’origine etimologica.

La “Pistacia vera” è una pianta che raggiunge i 4/5 mt di altezza e decisamente longeva: può vivere infatti tra i 200 e i 300 anni. Il pistacchio è una pianta dioica, ossia alcuni esemplari portano fiori maschili, altri fiori femminili. Quelli maschili non fruttificano ma sono necessari per l’impollinazione: ogni 8 femmine è necessario un maschio.

I frutti si trovano riuniti in grappolo sulla pianta e sono piccole drupe di forma ovale e allungata. Queste sono formate da un mallo esterno di consistenza sottile e colore verde-rossastro. Il mallo ricopre il guscio, un endocarpo liscio e lignificato, all’interno del quale si trova il seme, ossia il pistacchio.

Gli alberi non si concimano, non si irrigano si trattano pochissimo e si potano poco, per eliminare i rami secchi e togliere le gemme negli anni in cui la pianta non produce. Il pistacchio, infatti, un anno produce e un anno riposa e, durante quest’ultimo, i contadini eliminano le poche gemme spuntate sui rami in modo che la pianta possa immagazzinare tutte le energie per esplodere nella stagione successiva.

Il segreto del pistacchio di Bronte sta nella terra: concimata dalle ceneri vulcaniche, dà origine a un frutto dolce, aromatico, rotondo e resinoso dal caratteristico colore verde brillante. 

La caratteristica di maggior importanza del pistacchio di Bronte riguarda il contenuto di clorofilla, superiore ad altri tipi di pistacchio, ed è a questo che si deve il suo colore verde intenso. Inoltre, il sapore è nettamente più deciso, grazie alle caratteristiche del terreno, ricco di sostanze minerali anche per via delle frequenti colate laviche dell’Etna.

Attesa per due anni, la raccolta avviene tra la fine di agosto e l’inizio di settembre. La raccolta è complicata, si fa in bilico sui massi di lava, aggrappati ai rami con una mano, mentre con l’altra si staccano i chicchi uno a uno, per farli cadere nella sacca di tela legata al collo. In una giornata di lavoro si raccolgono al massimo 20 chili di pistacchi.

I Pistacchi di Bronte, come tutta la frutta secca, sono alimenti molto energetici: non contengono colesterolo e sono molto ricchi di fibre. Hanno un importante contenuto di fenilalanina e di purine. Abbondano le vitamine idrosolubili (vitamina B1, PP, B6) e la vitamina K. Tra i minerali: fosforo, calcio, magnesio, potassio, ferro, manganese.
Il pistacchio è fondamentale per la prevenzione dell’organismo dallo sviluppo di tumori e ci protegge dallo sviluppo di malattie virali e cardiache grazie all’azione dei grassi monoinsaturi che favoriscono la riduzione del colesterolo cattivo (LDL), innalzando il valore del colesterolo positivo (HDL).

La produzione di pistacchi Conti Nobile Natura è minima. Si tratta di circa un ettaro di terreno che non è di nostra proprietà, ma di un pistacchio brontese vero, profumato, aromatico e prezioso: un’eccellenza in linea con tutti gli altri prodotti dell’azienda.

2019-02-25T14:14:09+00:00

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