Nocciole dei Nebrodi: un blend di gusto

Le nocciole siciliane sono una delle eccellenze dell’isola.
Tra il mar Tirreno e il monte Etna, nella zona settentrionale dell’Isola, sorge il Parco dei Nebrodi luogo di inenarrabili bellezze e vera e propria culla della biodiversità; un luogo caratterizzato da una lussureggiante vegetazione e una ricchezza paesaggistica da togliere il fiato in cui il nocciolo prolifica indisturbato, nutrendosi dalla terra ricca di minerali.

La nocciola tonda di Sicilia, apprezzata per l’inconfondibile aroma, il delicato sapore e il persistente profumo, in realtà si compone di circa 11 cultivar tra cui spicca il curcia o nostrale.

La diffusione del nocciolo in Europa risale all’epoca preistorica, circa 10.000 anni fa. Oggi l’Italia, con le coltivazioni di noccioli in Campania, Lazio, Piemonte e Sicilia, è uno tra i principali produttori al mondo, il secondo dopo la Turchia.
In Sicilia i noccioleti iniziano a prolificare dal 1890 a seguito della crisi della gelsicoltura e, grazie all’elevata produttività, adattabilità e capacità di prevenire l’erosione del suolo, si diffondono su tutto il parco dei Nebrodi.

 

Il nocciolo è un arbusto d’epoca preistorica: la sua diffusione nel continente europeo iniziò al termine dell’ultima glaciazione, circa 10.000 anni fa. In termini di produttività la Sicilia con i suoi 12 mila ettari si colloca al quarto posto tra le regioni italiane, dopo Campania, Piemonte e Lazio. Le piantagioni di pregio insistono sulle pendici dei Monti Nebrodi.

Il nocciolo è un arbusto appartenente alla famiglia delle betullaceae che può raggiungere i 5 metri di altezza.
La particolarità del nocciolo è che la sua fioritura avviene di inverno: è una pianta monoica, cioè con fiori unisessuali, distinti in maschili e femminili, presenti sulla stessa pianta. I fiori maschili sono i più appariscenti, quelli femminili più discreti, fioriscono dopo e l’impollinazione avviene attraverso l’azione del vento. La raccolta avviene tra la fine di agosto e la prima metà di ottobre.

Le nocciole italiane cadono dall’albero senza mallo, a un grado di maturazione corretta. Questo consente di ottimizzare la raccolta, che è prevalentemente meccanizzata, e di aumentare la produttività per ettaro.
Dopo la raccolta si passa all’essiccazione. Un procedimento molto importante perché residui di umidità favorirebbe lo sviluppo di aflatossine. Per ridurre i rischi e ottimizzare il processo, si ricorre agli essiccatori meccanici che garantiscono un prodotto più omogeneo e sicuro. Seguono poi la sgusciatura e la selezionatura. La qualità finale delle nocciole dipende da precisi parametri come umidità, caratteristiche microbiologiche e difettosità.

Amate da grandi e bambini, le nocciole italiane si distinguono per proprietà e aromaticità, nello specifico quelle siciliane sono risultate le più saporite durante le gare di degustazione al buio.
E l’eccellenza siciliana comincia proprio dalla terra e passa attraverso tecniche innovative che coniugano produttività e sostenibilità: dalle piante trappola per gli insetti dannosi, che sostituiscono l’uso di pesticidi, a un uso razionale dell’acqua.

Buone per il palato e buone per la salute: il consumo consigliato di 40gr al giorno riduce il rischio di malattie cardiovascolari, apporta acido folico, vitamina E, potassio, magnesio e fosforo. Un integratore buono e naturale.

2019-03-13T08:37:21+00:00

Leave A Comment